Esperti:

Dott.sa Chiara Moreschi (Psicologa e psicoterapeuta, istruttore di protocolli Mindfulness-based con AIM -Membro Associazione Italiana Mindfulness )

Il Corso

Tutti noi sappiamo che ci sono eventi della vita che non possono essere cambiati o eliminati; ma nella stragrande maggioranza dei casi essi sono estremamente sensibili ai nostri pensieri, emozioni, comportamenti e al modo in cui ci rapportiamo a loro. Il primo passo per poter stare meglio è “essere in contatto con ciò che ci accade”, momento dopo momento. Tuttavia, per essere pienamente consapevoli di ciò che stiamo vivendo o facendo e sentirci davvero “in contatto” con la nostra vita è necessario coltivare uno stato di “presenza mentale”, di attenzione intenzionale e non giudicante alla nostra esperienza, qualunque essa sia, contrastando la tendenza della mente a vagare, a saltare facilmente da una cosa all’altra, ad evitare o rifiutare ciò che non ci piace o ci fa soffrire (Jon Kabat Zinn, 1994)

Questa è la mindfulness: uno stato mentale già presente in ognuno di noi che può essere coltivato e sviluppato attraverso la “meditazione di consapevolezza”, un livello introduttivo di meditazione adatto ai contesti quotidiani, all’esperienza di vita normale che sperimentiamo tutti i giorni. Un approccio, in sintesi, che possa aiutarci a metterci in una diversa relazione con il disagio e la sofferenza che tutti, prima o poi, sperimentiamo.

E’ bene precisare che, sebbene la meditazione di consapevolezza (o mindfulness) affondi le sue radici nella meditazione orientale, non ha niente a che vedere con la religione. Allo stesso modo non è una psicoterapia né una tecnica di rilassamento; non è un modo per entrare “in trance” o svuotare la mente. E’ piuttosto una via per sviluppare una capacità progressiva di maggior presenza ed attenzione al qui ed ora, alla ricchezza del momento presente, qualunque sia la condizione in cui ci troviamo. Un approccio alla vita che non nega l’esistenza del disagio o della sofferenza, ma che al contrario ci invita ad entrare in relazione più diretta con ciò che non ci piace, che non vorremmo dover affrontare. Una prospettiva apparentemente assurda e controcorrente rispetto alla nostra tendenza automatica ad allontanarci da ciò che ci disturba; e tuttavia, se riusciamo a fare spazio anche a ciò che non ci va, possiamo scoprire un’opportunità per essere meno oppressi dalle condizioni che ci portano disagio. “E, paradossalmente, facendo questo ci mettiamo nelle migliori condizioni possibili per trovare, quando ci sono, le vie e i modi più efficaci per gestire o risolvere le cause di sofferenza. A volte anche attingendo a intuizione creative.” (www.mindfulnessitalia.it)

Durante gli incontri verranno proposte pratiche di consapevolezza sul respiro, sulle sensazioni del corpo ecc., sia sedute che in movimento.

Il percorso è rivolto a chiunque abbia il desiderio di apprendere un modo gentile per imparare a prendersi cura di sé. Non sono necessarie precedenti esperienze di meditazione.